La prossemica, Il distanziamento sociale e il Covid-19

La prossemica, Il distanziamento sociale e il Covid-19

Abbiamo ascoltato ripetutamente in questi due mesi l’espressione “distanziamento sociale”, ed ognuno ne ha dato la sua interpretazione nella sua visione delle cose e della propria vita.
Nella Comunicazione e nelle scienze sociali si parla di PROSSEMICA volendo identificare le “distanze vitali” o spazi vitali che una persona in genere considera nelle relazioni sociali e nel comunicare.
Questi spazi sono stati anche quantificati e indicati almeno per la cultura occidentale, ma possono variare a seconda delle culture con cui ci troviamo a contatto, e sono:
Distanza INTIMA: la distanza a cui lasciamo avvicinare chi ha con noi una relazione intima (famigliari, affetti in genere), e rientrano contatto fisico, abbracci, baci, etc. 0-45 cm.
Distanza PERSONALE: la distanza a cui lasciamo avvicinare qualcuno in una relazione personale ma non intima – da 45 a 120 cm – per esempio in una conversazione
Distanza SOCIALE da 120 a 350 cm – la distanza tipica che si va a coprire di fronte a chi non consociamo, per esempio è tipico, in una situazione in cui dobbiamo scegliere un posto a sedere, individuarne uno “non troppo vicino” ai presenti
Distanza PUBBLICA: la distanza che si tende ad avere nella vita normale, per strada, etc. considerata maggiore di 350 cm
Cosa ci è stato tolto o cambiato di fatto, oltre la libertà di uscire e muoverci fuori dalle nostre abitazioni ?
Attenendoci allo schema, ci è stata tolta principalmente la DISTANZA INTIMA, dato che ci hanno imposto una distanza di sicurezza di un metro minimo in tutte le situazioni. Ma se ci pensiamo, in quella distanza intima rientrano proprio le cose più importanti per tutti, a partire dai famigliari che non abbiamo vicini e ancora non possiamo ABBRACCIARE.
Ma ora più che mai molti di noi desiderano davvero farlo……
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